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>> Infedeltà coniugale

L’infedeltà coniugale non causa automaticamente l’addebito della separazione. Infatti, l’infedeltà coniugale viene considerata rilevante da parte del Giudice nel momento in cui viene dimostrato che è effettivamente la causa della rottura dell’intesa tra i coniugi. Non si parla di astinenza da rapporti sessuali con persone diverse dal partner ma di dovere di fedeltà inteso soprattutto come dovere di lealtà.
Infatti basterebbe anche soltanto il tentativo di adulterio non andato a buon fine per generare l’addebito della separazione. In teoria, se uno dei coniugi intrattiene un rapporto particolarmente intenso con un’altra persona, anche senza commettere adulterio, che però va a compromettere l’onore e la dignità del partner, gli può essere addebitata la separazione.
La separazione può essere addebitata anche ad uno dei coniugi che intrattiene un rapporto virtuale equivoco (ad esempio in chat) con un terzo, tale da ledere il rapporto fiduciario con il suo partner.

A tale proposito si menziona la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 9287 del 1997, la quale ha affermato che il dovere di fedeltà consiste nell’impegno, ricadente su ciascun coniuge, di non tradire la fiducia reciproca ovvero di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi, che non deve essere intesa soltanto come astensione da relazioni sessuali extraconiugali.

In caso di adulterio, il Giudice dovrà verificare anche il comportamento dell’altro coniuge per valutare l’incidenza che tali atteggiamenti hanno avuto sulla crisi coniugale e sulla conseguente separazione.